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Audio documentario – Il Leone

Un mini documentario sul leone. Nel caso dovessi sbrigare una piccola ricerca per la scuola o volessi saperne di più sul re della foresta. Buon ascolto.

Documentario: Il Leone – Voice by Mirko Lamberti

Ciao, sono Mirko Lamberti e vorrei darti il benvenuto nel mio blog “Le mie prime 10 ore di voce”, un luogo dove man mano inserirò una serie di registrazioni volte ad esercitare la mia voce.

In questa puntata vorrei testare lo stile di voce che si sente nei documentari. Un tipo di voce impostato, autorevole, che non lascia spazio a dubbi. L’informazione è chiara e sicura. Ho attinto quindi ad una fonte che reputo sicura qual’è Wikipedia ed ho preso un argomento abbastanza comune come può essere il leone.
Il Leone

Il leone (Panthera leo) è un carnivoro della famiglia dei Felidi. Dopo la tigre, è il più grande dei cinque grandi felini del genere Panthera, con alcuni maschi la cui massa corporea supera i 250 kg. Tipicamente, i leoni abitano la savana e le praterie, ma possono adattarsi ad aree cespugliose e foreste. La sua presenza nel 2011 si è ridotta quasi esclusivamente all’Africa subsahariana. Questo animale è uno dei più grandi predatori terrestri in assoluto. Fra i felini, è quello più alto al garrese, il punto del dorso situato nella zona di incontro tra collo e scapole, che serve a misurare l’altezza dell’animale e, in quanto al peso, è secondo solo alla tigre. Un maschio di leone può pesare dai 150 ai 250 kg, mentre la massa corporea delle femmine varia dai 120 ai 182 kg.

In confronto ad altri felini, i leoni sono animali con uno spiccato spirito di socialità. Un branco è formato generalmente da un maschio alfa (o più raramente 2, se fratelli), un gruppo di femmine, imparentate tra loro e con cui questo si accoppia, e la loro prole. I cuccioli maschi, restano all’interno del branco fino alla loro maturazione sessuale, quando vengono poi scacciati da parte del maschio alfa, loro padre. I giovani maschi adulti, una volta allontanati dal vecchio branco, possono, per qualche tempo restare insieme formando un piccolo branco di soli maschi (fratelli), finché non decidano di separarsi per formare delle loro famiglie, in genere scacciando un altro maschio da un branco rivale. Le femmine tipicamente cacciano insieme, principalmente ungulati. È un cosiddetto predatore alfa, ovvero si colloca all’apice della catena alimentare, non avendo predatori in natura, a parte l’uomo (ed eccezionalmente il coccodrillo del Nilo), ma ciononostante, può compiere sciacallaggio in caso di estremo bisogno. I leoni non cacciano l’uomo con regolarità, ma alcuni esemplari particolari lo hanno fatto.

I leoni sono carnivori predatori che manifestano due tipi di struttura sociale. Alcuni di essi sono stanziali, e vivono all’interno di gruppi chiamati branchi. Altri invece vivono in condizioni di nomadismo, coprendo grandi distanze, singolarmente o in coppia. Il branco occupa un territorio di medie dimensioni, i nomadi un’area più grande. Il motivo per il quale le leonesse siano più spiccatamente sociali rispetto ad altri felini è fonte di dibattito; la ragione più ovvia potrebbe essere la maggiore probabilità di successo nella caccia, ma un’analisi più attenta ci mostra altri risvolti di questa caratteristica. La caccia cooperativa non solo assicura una predazione più efficace, ma riduce il consumo calorico da parte degli animali che pur non partecipandovi, sono ammessi al pasto. Alcune leonesse infatti si occupano dei cuccioli, che altrimenti sarebbero lasciati soli per lunghi periodi di tempo. La salute delle cacciatrici, che è fondamentale per la sopravvivenza del branco, è privilegiata, ed esse hanno comunque diritto a nutrirsi per prime della preda.

Ulteriori benefici di un comportamento collaborativo familiare sono rappresentati dalla possibilità di favorire i propri parenti sul percorso evoluzionistico (si preferisce infatti dividere il cibo con i propri parenti piuttosto che con estranei), dalla protezione congiunta della prole, dalla capacità di mantenimento del territorio, dalla maggior protezione dalle ferite di caccia e dalla fame.

Malgrado il peso elevato, il leone è un animale eccezionalmente agile: può salire sugli alberi, nuotare, lanciarsi nel vuoto, correre con grande rapidità; quando è lanciato, raggiunge i 75 km/h su terreni pianeggianti e percorre cento metri in quattro secondi, nonchè spiccare balzi incredibili, fino a dodici metri in lunghezza e tre in altezza. Malgrado ciò, un aspetto peculiare dell’attività predatoria dei leoni è il fatto che in realtà non sono dotati di grandi capacità di resistenza agli sforzi: il cuore di una femmina infatti costituisce lo 0,57% della massa corporea totale, mentre quello di un maschio arriva appena allo 0,45%. A titolo di paragone, si sappia che il cuore di una iena pesa quanto l’1% del corpo. Pertanto, anche se una leonessa è capace di raggiungere velocità di punta pari a circa 81 km/h, non può riuscire a mantenerla se non per la durata di uno scatto repentino, e per questo motivo tende ad avvicinarsi silenziosamente alla preda prima di attaccarla.

La maggior parte dei leoni abita l’Africa meridionale ed orientale, ed il loro numero sta calando rapidamente, con un declino stimato tra il 30 ed il 50% negli anni tra il 1990 ad il 2010. Le stime attuali parlano di una popolazione di 16500-47000 leoni in natura nel triennio 2002-2004, mentre sembra che negli anni ‘90 ve ne fossero circa centomila e nel 1950 circa 400000. La causa del declino non è stata ancora compresa appieno e potrebbe essere non reversibile. Al momento, il degrado dell’habitat e i conflitti con l’uomo sono le minacce peggiori per la specie. Le popolazioni sopravvissute sono isolate l’una dall’altra e ciò comporta carenza di diversità genetica. Pertanto il leone è considerato vulnerabile dall’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources, mentre la sottospecie asiatica è classificata come in pericolo critico. La popolazione dell’Africa occidentale è completamente isolata dal quella dell’Africa centrale, con pochi o nessuno scambio. I maschi maturi in Africa occidentale erano circa 850-1160 nel triennio 2002-2004. Le dimensioni dell’intera popolazione sono dubbie, ma pare che ci siano da 100 a 400 leoni nell’ecosistema dell’Arly-Singou in Burkina Faso.

E con questo è tutto per il documentario.

Bene, buon proseguimento su questo blog e ricorda che se lo vorrai, potrai lasciare un commento di feedback oppure proporre un brano che vorresti ti leggessi.

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Buon ascolto.

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